In queste immagini Ivan implora il Monaco Filippo di non lasciarlo, ma di essergli fedele servitore, dopo che quest’ultimo ha ordinato allo Zar di pentirsi delle sue scelte. I movimenti dell’attore Cerkasov e il costume del pastore trovano riferimento nel dipinto di Lebedev.
La congiura dei boiardi
Klavdy Vasiliyevich Lebedev, Il pentimento di Ivan
La sequenza della festa viene sviluppata attraverso esplosioni di luci e colori, con nette contrapposizioni tra il rosso e il nero, queste tonalità simboleggiano la violenza e la morte. Qui Ejzenštejn mette in pratica i concetti teorizzati nei suoi numerosi scritti sulla teoria del colore. La congiura dei boiardi
Questa è l’unica sequenza a colori di tutto il film. Fu girata con una pellicola Agfa, bottino di guerra dell’Armata Rossa.
Il regista passa da tonalità naturali a improvvise macchie di colore che invadono i volti degli attori. La congiura dei boiardi
La parte finale della Congiura dei boiardi, vede la zia di Ivan, Efrosina tenere fra le braccia il cadavere del proprio figlio assassinato per sbaglio, Ejzenštejn porta sullo schermo la stessa identica composizione del quadro di Ilja Repin raffigurante la morte del figlio, causata dal vero Ivan.


Ejzenštejn, per la realizzazione di intere sequenze, attinse dall’ arte figurativa russa dell’ 800. Ma per la gestualità e i movimenti delle mani, il regista ricalcò fedelmente alcune opere del Rinascimento italiano. Nella Congiura dei boiardi si possono notare un paio di inquadrature che rimandano a Leonardo e Michelangelo.





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