Da una serie di romanzi di Arturo Pérez-Reverte, Agustín Díaz Yanes dirige questo ambizioso film. Ambientato nel XVII secolo, narra le prodezze di alcuni soldati spagnoli pronti a sacrificarsi per difendere il proprio paese che sta scivolando rapidamente verso la decadenza economica e politica. Il destino di un guerriero si compiace di omaggiare la pittura del 1600, in particolare l’opera del pittore spagnolo Diego Velàzquez.
Il misero tentativo di ricalcare La resa di breda, resta solo una maldestra imitazione scolastica.


La figura di Francisco De Quevedo, un’intellettuale realmente esistito nella Spagna del XVII secolo, viene fedelmente ripresa da un ritratto che Velàzquez fece a questo letterato.


Diego Velàzquez, Ritratto di Francisco De Quevedo (1643 c.)
Ovviamente anche il Duca De Olivares è ricalcato da un dipinto.
Ovviamente anche il Duca De Olivares è ricalcato da un dipinto.


La parte più interessante e forse l’unica, è la sequenza finale della battaglia contro l’esercito francese. Qui Agustín Díaz Yanes ricostruisce le composizioni caotiche e drammatiche della Battaglia di San Romano, di Paolo Uccello. Le lunghe lance disegnano linee verticali e orizzontali che si intersecano nella sanguinosa lotta fra i corpi dei soldati e dei cavalli.


3 commenti:
yeeh sei tornato a postare!! :D questo blog è sempre interessante, continua continua ^^
Come sempre molto interessante e preciso.
Non hai messo il riferimento con i nani di Velasquez...
Del film ne abbiamo già parlato...purtroppo deludente e pretenzioso, peccato...una buona occasione sprecata per i nostri cugini spagnoli.
Ma la capacità di sciupare le buone idee non era tipica di noi italioti?
Che fanno, ci copiano anche in questo?
@Grazie Elisa.
@Hai ragione Marco, mi è sfuggito questo particolare che nel film viene accennato. Complimenti per aver contribuito ad allargare l'analisi.
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